I dentisti italiani ANDI rassicurano: le otturazioni in amalgama sono sicure

In merito al P.d.L. presentato in Parlamento in cui si indica una possibile tossicità dell’amalgama dentale, i dentisti dell’ANDI intendono ritornare sulla questione per tranquillizzare i cittadini e lo fanno dal sito parlamentosalute.it.
“Le otturazioni in amalgama – afferma il Presidente Nazionale ANDI dott. Gianfranco Prada – non possono essere in generale considerate dannose alla salute ed ad oggi il materiale è indicato dalla comunità scientifica internazionale come uno di quelli che permette di ottenere ottimi risultati clinici per ricostruire un dente compromesso dalla carie”.
Gli unici rischi certi e documentati in letteratura possono insorgere durante la rimozione delle otturazioni in amalgama, per via dei vapori sprigionati dal calore sviluppato dagli strumenti rotanti utilizzati. Rischi che i dentisti possono annullare seguendo i protocolli operativi indicati dalla comunità scientifica.
L’amalgama dentale, prodotto ottenuto combinando mercurio e leghe a base d’argento, è un dispositivo medico da sempre usato come materiale per i restauri dentali. La sua produzione e vendita è regolamentata in Europa dalla direttiva 93/42Ce. Ogni prodotto per essere immesso sul mercato deve ottenere, e riportare sulla confezione, la marcatura CE che ne comprova la sicurezza per l’utilizzatore finale: il paziente.

Nel 2001 il Ministero della Salute, sulla base di un rapporto del 1998 sugli amalgami dentali del gruppo di lavoro della Direzione Generale III della Commissione europea ed alla luce del conseguente parere del Consiglio Superiore di Sanità del 14 aprile 1999, assumeva un provvedimento di restrizione all’immissione in commercio del prodotto indicando alcune controindicazioni dettate dalla crescita dell’incidenza dell’allergia al mercurio nella popolazione, pur in assenza di accertati collegamenti tra tali forme allergiche e l’esistenza di otturazioni in amalgama in mercurio. Per questo motivo, nella nota, il Ministero decideva di imporre ai fabbricanti una serie di norme per la commercializzazione e l’utilizzo. In particolare il Ministero consiglia prudenza nell’uso dell’amalgama dentale in pazienti con allergia per l’amalgama, in gravidanza, allattamento, bambini sotto i sei anni d’età, pazienti con gravi nefropatie; ed infine, solo in caso di sopravvenute reazioni locali, in particolare di lesioni lichenoidi in vicinanza di un amalgama, o nei casi accertati di allergia a tale materiale, ne consiglia la rimozione dell’otturazione.

Secondo l’FDI (Federazione Dentale Internazionale), l’amalgama dentale è un materiale molto efficace e privo di effetti collaterali, salvo occasionali effetti locali come reazioni allergiche o lichenoidi. Il CED (Council of European Dentisti) nel 2007 si è espresso ufficialmente a favore dell’uso dell’amalgama dentale.
Nel maggio scorso il CODE (Conference of Orders and assimilated bodies of Dental Practisioners in Europe) ha diffuso la risoluzione del Comitato scientifico sui rischi emergenti della salute (Scientific Commitee on emerging and Newly Identified Health risks) sulla sicurezza dell’amalgama dentale e dei materiali da ricostruzione alternativi per i pazienti ed utilizzatori, in cui si sostiene che l’amalgama è un materiale efficace e può essere considerato il materiale primario per alcuni tipi di ricostruzioni. La risoluzione pone però delle condizioni al suo utilizzo osservando alcuni effetti negativi, anche se la loro incidenza è molto bassa e solitamente prontamente gestita dai professionisti.

Sul fronte internazionale anche l’ADA (American Dental Association) evidenza come l’amalgama sia un prodotto sicuro.
“Non esistono ricerche scientifiche –conclude il Presidente ANDI- che indichino con certezza la tossicità di questo materiale. L’alternativa all’amalgama dentale è l’impiego di resine composite oppure dispositivi protesici come gli intarsi realizzati in lega aurea o in materiale ceramico. Anche per questi materiali però vi sono delle controindicazioni cliniche e per alcuni di loro non è comprovata l’efficacia rispetto all’otturazione in amalgama. Di certo è pericoloso rimuovere le otturazioni in amalgama soprattutto se non vengono adottate la opportune precauzioni.”
La rassicurazione dei dentisti ANDI verso i pazienti è quella di aver fiducia nel proprio dentista che saprà consigliare il materiale più adatto per riabilitare il dente compromesso dalla lesione cariosa e valutare l’opportunità di eventuali sostituzioni delle vecchie otturazioni.

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