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La vicenda dei centri low-cost chiusi a Milano a causa della “fuga” dei titolari spagnoli che hanno lasciato i pazienti con le cure, già parzialmente o completamente pagate ma non ancora terminate, evidenza i rischi dell’affidarsi per le cure alle grandi strutture odontoiatriche gestiti da società di capitale che attraverso campagne pubblicitarie e offerte cercano di attirare l’interesse dei pazienti.
“Questo non sarebbe successo se ci si fosse rivolti allo studio di un dentista libero professionista”.
Ad evidenziarlo, provocatoriamente, è il Presidente ANDI Gianfranco Prada che ricorda quanto sia importante, nella tutela della propria salute, il rapporto con il proprio dentista.
“La crisi –spiega il dott. Prada- ha creato difficoltà a tutti, ma un dentista libero professionista è legato ad un rapporto fiduciario con i propri pazienti che ha come primo obbiettivo la tutela della loro salute, li aiuta nella dilazione dei pagamenti, in caso di difficoltà cerca di ridurre le spese e contrarre i costi, rendendo più efficiente la gestione del proprio studio odontoiatrico, perciò difficilmente i pazienti incontreranno professionisti in fuga, vanificando anni di studi e di investimenti ottenuti con sacrificio ed abnegazione intellettuale”.
Anche per questo l’ANDI sconsiglia di affidare la propria salute a chi propone il low-cost ma di scegliere il dentista con gli stessi criteri con cui si sceglie il proprio medico di famiglia: magari scegliendo proprio uno dei 23mila dentisti aderenti ad ANDI. |
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