Meccanismi di fisiopatologia dello smalto dentale

Salve, vorrei porgere il seguente quesito: alla luce delle rinomate proprietà disinfettanti, addirittura antifungine, di alcuni tipi di sale (sodio), come ad esempio quello himalayano ricchissimo di oligoelementi, sarebbe benefico lo spazzolamento dei denti con spazzolino e soluzione di acqua e sodio? Ovviamente, intendo dire che il sale sarebbe disciolto, e non dovrebbe quindi provocare un'azione di tipo abrasivo sui denti. Se così fosse, dal punto di vista scientifico, tale soluzione avrebbe un'azione remineralizzante sullo smalto dentale (in quanto il sodio attirerebbe calcio), o inversamente se ne ricaverebbe un'azione demineralizzante in quanto (ipotizzo da profano) il processo di osmosi sottrarrebbe calcio dallo smalto, indebolendolo? In conclusione, un medico odontoiatra consiglierebbe come buona pratica di igiene orale l'utilizzo di tale soluzione di acqua e sale disciolto in cui verrebbe imbevuto lo spazzolino, in alternativa ai tradizionali dentifrici, o no? Grazie per la consulenza scientifica. Cordiali saluti

Egregio Signore i meccanismi di fisiopatologia dello smalto dentale sono particolarmente complessi e prevedono una continua interazione fra i sali di calciofosfato,dei quali è composta la idrossiapatite (componente base dello smalto dentale) con l'ambiente salivare (con i suoi meccanismi tampone ed i cicli circadiani di ph) e l'ambiente batterico (con le variabili individuali in termine di percentuali di composizione di specie,conseguente competizione alimentare e metabolismo cellulare) . Le attuali scelte industriali sulle composizioni ed ingredienti dei dentifrici prevedono azioni mirate,e specificamente attive nelle varie condizioni quotidiane del cavo orale,nei confronti della placca batterica e dello smalto dentale: per tale motivo tali prodotti sono estremamente efficaci nella prevenzione della carie.