Estrazione denti con assunzione del farmaco Bonviva

La chirurgia dentoalveolare può essere praticata ai pazienti che assumono bifosfonati e che devono in maniera categorica essere informati del rischio, seppur basso, di sviluppare un’osteonecrosi dei mascellari. I pazienti appartenenti a questo gruppo presentano un rischio molto inferiore di sviluppare osteonecrosi dei mascellari, rispetto a quelli in terapia con bifosfonati IV (soluzione iniettabile) e, in caso di malattia, sono colpiti da lesioni necrotiche meno estese e rispondono prontamente alla terapia stadio-specifica. Lo studio dei markers del turnover osseo e la temporanea sospensione della terapia farmacologica, possono essere di ulteriore aiuto nella fase decisionale. In questi pazienti l’osteonecrosi può manifestarsi spontaneamente o in seguito a minimo trauma ed il rischio tende ad aumentare nei casi di terapie con bifosfonati orali che superano i tre anni. Le linee guida per la gestione di questi pazienti prevedono due diverse strategie terapeutiche: • I pazienti in terapia da meno di 3 anni e senza fattori di rischio clinici possono essere sottoposti a tutti gli interventi di chirurgia orale, parodontale e maxillofacciale. Nel caso in cui vengano posizionati degli impianti in titanio, il paziente deve essere informato della possibilità di osteonecrosi o di fallimento dell’intervento stesso. • I pazienti in terapia da meno di 3 anni che assumono corticosteroidi e i pazienti in terapia da più di 3 anni che assumono o no corticosteroidi devono praticare la sospensione della terapia per almeno 3 mesi prima della chirurgia orale, se le condizioni generali lo consentono, fino a che non si abbia la guarigione ossea.