Placca batterica e pericolo per i denti

Cosa è la placca batterica e perchè è pericolosa per i denti?

La placca batterica è un aggregato molle e appiccicoso di colore bianco-giallastro che si fissa saldamente ai denti, formata da residui di cibo, colonizzati da batteri che sopravvivono e si riproducono al suo interno cibandosi degli zuccheri in esso contenuti. I principali batteri responsabili dell'adesività e dell'acidità della placca batterica, e quindi della carie dentaria, sono lo Streptococco mutans e il Lattobacillo acidofilo. Lo Streptoccocco mutans è il responsabile dell'adesività della placca batterica, in particolare è in grado di legarsi alla superficie dello smalto e di costruire una rete di polisaccaridi alla quale si fissano numerosi altri microrganismi. Il Lattobacillo acidofilo, invece, pur non essendo in grado di aderire direttamente allo smalto, è insieme allo Streptococco mutans il principale produttore dell'acido responsabile della demineralizzazione dello smalto dentario, stadio iniziale della formazione della carie. Ma i danni provocati dalla “placca” non si fermano qui: lasciata indisturbata, dopo 5 giorni la placca inizia a calcificarsi e a sedimentarsi sotto forma di tartaro, una sorta di cemento duro che si accumula alla base dei denti e che si insinua addirittura al di sotto delle gengive. Queste possono infiammarsi e diventate rosse e gonfie, cominciano a sanguinare soprattutto durante lo spazzolamento, segno evidente di gengivite. La marcia di conquista del tartaro è però inarrestabile e con il tempo questo cemento può andare a minare la struttura del dente provocando una parodontite, meglio nota come piorrea. Infatti il parodonto, ovvero la struttura che sostiene il dente, è la parte che corre i maggiori pericoli. Le conseguenze: le gengive si ritraggono lentamente e si formano tasche parodontali, ovvero delle sorte di marsupi compresi tra il dente e la gengiva,che danno modo alla placca di penetrare ancor più in profondità. Via via che questa lavora, la tasca diventa sempre più profonda e l’infiammazione dilaga a tal punto da far sì che il dente perde lentamente il suo sostegno, diventa mobile e infine cade.